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Rifiuti e tariffa puntuale: perchè è necessario?!

Ho combattuto per gran parte del periodo in cui ho fatto l’amministratore pubblico per cercare di far comprendere ai miei concittadini l’importanza di un sistema di raccolta differenziata spinta e ho sempre avuto l’ambizione di portare la mia Città tra le eccellenze italiane, tra le “best practices” che anche altri comuni potessero prendere ad esempio.

Ho compiuto l’80% del mio lavoro con successo e avevo anche ottenuto il consenso dei cittadini ad avviare l’utimo step, quello della tariffazione puntuale del rifiuto indifferenziato. La nuova Amministrazione ha deciso di non proseguire la strada virtuosa che avevamo avviato e ha commesso un grave errore dettato soprattutto dal desiderio di cancellare il più possibile le cose fatte in precedenza e dall’ignoranza della materia.

Lo scorso 14 marzo 2017 è stato approvato dall’Europarlamento il pacchetto sull’economia circolare con importanti novità per il settore dei rifiuti, soprattutto per la previsione di nuovi obiettivi da raggiungere nel lungo periodo. Tra questi è stata innalzata la quota di riciclaggio per i rifiuti urbani fino al 70%, mentre per i rifiuti da imballaggio tale quota è stata aumentata fino all’80%. L’UE ha provveduto quindi ad indicare quali saranno gli strumenti da utilizzare per raggiungere tali obiettivi ad iniziare dall’aumento delle tasse di conferimento in discarica oltre a strumenti volti alla incentivazione delle autorità locali per l’attuazione di programmi di riduzione e prevenzione o per il potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata.

Tra quelli elencati la tariffazione puntuale viene identificata come uno degli strumenti più importanti. L’efficacia della tariffazione puntuale sta nel disincentivo monetario applicato in maniera diretta alle singole utenze per stimolare meccanismi virtuosi per la riduzione della produzione di rifiuti e per il loro conferimento in modo differenziato in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga” sancito dall’art.14 della Direttiva 2008/98 CE. Tanto importanti sono gli effetti determinati nelle produzioni di rifiuto a seguito dell’introduzione di sistemi di tariffazione puntuale che in campo europeo tutte le best practices hanno in comune l’introduzione di sistemi di tariffazione puntuale che innescano percorsi virtuosi, innovativi e partecipati per una gestione dei rifiuti più sostenibile.

In Italia per lungo tempo il concetto di tariffa puntuale, che in maniera lungimirante era stato già introdotto nel 1997 dall’art. 49 del cosiddetto “Decreto Ronchi“, non era stato normato da una specifica disciplina tecnica di dettaglio e le amministrazioni che hanno adottato il sistema hanno spesso guardato infatti ai metodi utilizzati “oltreconfine” adattandoli alle norme interne. Questo vuoto normativo è stato colmato lo scorso 22 maggio 2017, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero dell’Ambiente 20 aprile 2017 “Criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione putuale della quantità dei rifiuti…“.

Non vi tedio qui oggi sui dettagli della norma ma si può in definitiva evidenziare come il Decreto vada a colmare un vuoto normativo che ha inciso in maniera deteminante sulla estensione dei sistemi di tariffazione puntuale nel contesto nazionale e che ora la diffusione di tali sistemi subirà certamente una decisa accelerazione.

Una accelerazione che a Cairo e in alcuni comuni limitrofi abbiamo reso possibile in modo lungimirante avviando un sistema di raccolta spinta del rifiuto differenziato, che oggi viene raccolta da città importanti quali sono Ferrara, Rimini, Venezia, Firenze e Brescia ma che le nuove politiche dell’amministrazione cairese di oggi intendono arrestare, in linea con una Regione completamente disinteressata a questi temi…

 

1 Commento
  • Pietro ercolani
    mercoledì 1 novembre 2017

    Che a lungo termine diventerà uno stile di vita logico e difficile da dericalizzare…diventa ormai semplice differenziare i rifiuti “”…e pronosticare i benefici non sarebbe un male…””…magari prendendo in esempio paesi che usano il loro rifiuto per produrre energia e teleriscaldamento e altro, esonerando da spese sulle stesse per i paesi circostanti…
    Un progetto volto a creare posti di lavoro, sia per i diretti produttori che per l’indotto e in fine alle utenze…
    “”ricordandosi sempre della sicurezza che è alla base di tutti i le belle iniziative..Piter””

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