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Stai consultando Visioni a confronto

La classe media è morta…e non è una buona cosa…

Forse non c’era bisogno di documentarsi più di tanto per capire che in Italia, così come in buona parte del “vecchio continente” l’aumento delle diseguaglianze e la crisi della classe media fossero fenomeni in atto da anni.

Prima di tutto molti di voi si domanderanno oggi quale senso abbia ancora parlare di ceto medio e cosa esattamente significhi quella che nel gergo americano è sempre stata definita la “middle-class”. Il sociologo americano Wright Mils definiva la classe media una “insalata mista di occupazioni” e cioè lavoratori indipendenti come artigiani, piccoli e medi imprenditori ma anche dipendenti pubblici e privati. Diciamo in modo più semplicistico che ceto medio ha sempre significato, secondo la nostra concezione, posizioni medie e cresciute nella scala dei redditi e dei consumi, oltre ad aumentato grado di istruzione, relativa sicurezza nelle prospettive di lavoro.

Per anni il ceto medio, anche in Italia, ha rappresentato il perno dell’equilibrio sociale nel paese,

Migrazione tra realtà e percezione

Sta girando in rete una intervista di Silvio Berlusconi al TG5 sul fenomeno migranti.

La semplicità con cui ha fornito dati realmente distorti mi ha fatto comprendere ancor di più come esista una grande differenza tra quella che è la nostra percezione sul fenomeno migratorio e quelli che sono i reali dati statistici, peraltro a tutti accessibili.

Ci sentiamo un pò più in là…

Non so come andranno a finire le elezioni cairesi, non sono un veggente ed è sempre più difficile interpretare realmente le intenzioni di voto dei cittadini.
Mi auguro che il prossimo Sindaco possa essere Matteo Pennino perchè è un ragazzo serio e intelligente e potrebbe ben ricoprire questo ruolo.
Io comunque lo voterò.

Il punto della situazione in attesa delle prossime sfide che attendono il PD

Ieri sul quotidiano “La Stampa”, a firma di Mauro Camoirano, è stata pubblicata una mia intervista.
Ho fatto il punto della situazione sul partito, sulle prossime elezioni e sulle importanti sfide che ci attendono.
Per chi non avesse avuto modo di leggere l’articolo, ecco un breve riassunto delle cose che ho detto.

Per la Liguria un’altra storia

Con le primarie dell’11 gennaio verrà scelto il candidato che guiderà il centrosinistra nelle elezioni regionali della prossima primavera.
Chi prevarrà non sarà indifferente: con la scelta del candidato presidente regionale si sceglieranno, soprattutto, le linee essenziali del nostro progetto politico.
Penso sia proprio questo il tema principale: si tratta di scegliere tra l’innovazione, con Cofferati, e la continuità, con Paita, rispetto al lungo ciclo amministrativo che si sta chiudendo, ma anche per determinare con quale coalizione politica candidarsi al governo della Liguria.

Le mie primarie nel PD

Ho deciso che alle prossime primarie per la scelta del candidato della coalizione di centro sinistra alla Presidenza della Regione Liguria sosterrò Sergio Cofferati e in questa decisione, maturata in questi giorni, vi sono varie motivazioni.
Intanto perchè non è nelle mie corde fare scelte comode o rassicuranti per la mia vita politica; avrei potuto, da tempo, scegliere strade meno impervie a beneficio anche della mia tranquillità all’interno del partito.

Sindaco e Segretario tra alluvioni e primarie

Ho passato questi ultimi giorni da Sindaco preoccupandomi delle allerte meteo e delle responsabilità che gravano sulla testa dei sindaci di questa Regione e i miei ultimi giorni da Segretario Provinciale del mio partito cercando di comprendere cosa fosse il meglio per il PD in vista delle prossime primarie originariamente fissate per il 21 dicembre.

Dialogo e confronto, poi un piano strategico subito operativo contro la crisi dell’economia savonese

Io sono un amministratore e sono anche il segretario provinciale del PD: il mio è un ruolo di mediazione, in entrambe le funzioni.
L’elemento distintivo del mio agire è l’ascolto: ascoltare le istanza, le rivendicazioni, anche le aspettative e le speranze.
Poi, attraverso il dialogo ed il confronto, fare proposte e quindi assumere decisioni delle quali divento responsabile.

La Città dei diritti

Penso che rappresenterebbe un atto di civiltà se anche il nostro Comune si dotasse di un Registro delle unioni civili, ma non solo: credo che potrebbe diventare anche un contributo, per quanto modesto, alla complessiva modernizzazione che il Governo sta attuando in Italia, che insieme al lavoro e l’economia deve riguardare anche i diritti civili.